La leadership e l'importanza del feedback

Sicurezza sul lavoro

Sappiamo usare un buon metodo di feedback per indurre i nostri collaboratori a cambiare atteggiamento, a far più attenzione in qualche pratica, a dimostrarsi più collaborativi con clienti o colleghi?

Quello a sandwich, ad esempio: ricordo qualcosa di positivo sull’argomento che sto per affrontare, ti chiedo di agire diversamente sulla parte che secondo me non funziona benissimo, rinforzo la mia fiducia nella tua capacità di provare a cambiare.

Sembra facile, no? Beh, non lo è, ma si impara esercitandosi e dandosi (o chiedendo) un feedback sul risultato del tentativo appena concluso. Cercando di parlare chiaro, senza troppi giri di parole, senza proclami nebulosi che parano nel nulla (gli ho fatto capire… non sempre funziona: meglio dire), senza linguaggi da politicanti.

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Infortuni sul lavoro: la mappa dei rischi

Sicurezza sul lavoro

Nella provincia di Crotone il maggior rischio di morire sul lavoro; a Gorizia il più alto tasso di tumori, che a Taranto sono correlati al settore metalmeccanico. La fotografia scattata dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro.

Nel biennio 2017-2018 il maggior numero di infortuni mortali di lavoratori si registra nella provincia di Crotone (6,3 ogni mille) e, a seguire, nelle province di Isernia (5,9‰) e Campobasso (4,7‰).

Nel solo 2018, invece, è la provincia di Gorizia che fa registrare il più alto tasso di malattie professionali tumorali (22,5%), seguita al 2° e al 3° posto dalle province di Torino (18,5%), Novara e Milano (18,4%).

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Un incentivo per favorire l'occupazione al Sud

Formazione continua

Anpal ha istituito l'Incentivo Occupazione Sviluppo Sud per favorire l'assunzione di persone con difficoltà di accesso al mondo del lavoro.

Con l’adozione del decreto n.178 Anpal ha istituito l’Incentivo Occupazione Sviluppo Sud, in grado di favorire l’assunzione di persone con difficoltà di accesso all’occupazione. 

L’incentivo spetta ai datori di lavoro che assumano, tra il 1° maggio e il 31 dicembre 2019, persone disoccupate in possesso dei seguenti requisiti:

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Qualche consiglio sul welfare previdenziale e sanitario

Formazione continua

Di welfare aziendale si sente parlare sempre più spesso, anche a seguito delle novità introdotte dalla Legge di Stabilità che lo ha detassato. Qualche consiglio di Claudio Baldassari* sul welfare previdenziale e sanitario.

Il welfare aziendale continua a diffondersi, è un dato di fatto, anche se con importanti distinguo, che dipendono dalla dimensione dell’impresa, che ancora oggi è tra i fattori discriminanti tra chi adotta piani di welfare e chi è lontano dal farlo. La buona notizia, però, è che in generale stanno aumentando le imprese che si preoccupano del benessere delle proprie persone. 

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Gli ultimi numeri di Inail su lavoro e salute: cresce la cultura della sicurezza

Formazione continua

In 10 anni i casi di infortunio sul lavoro si sono ridotti del 36% e i casi mortali del 30%. Lo confermano gli ultimi dati di Inail presentati nel rapporto "Il mercato del lavoro 2018" dimostrando come nell'ultimo decennio sia cresciuta la cultura della sicurezza.

Il rapporto “Il mercato del lavoro 2018” elaborato da Ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal ha analizzato la situazione del mercato del lavoro in Italia, evidenziandone l’elevato potenziale di sviluppo, ma anche le molte criticità. Il contributo di Inail, in particolare ha riguardato gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di cui ha fatto un bilancio dell’ultimo quinquennio.Di seguito qualche dato utile.

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Formazione continua, questa sconosciuta...

Formazione continua

In Italia la partecipazione degli adulti alle attività formative risulta ancora molto limitata e inferiore alla media europea. È maggiore tra gli uomini e più alta tra i laureati e tra chi svolge professioni qualificate. Lo rilevano gli ultimi i dati Istat.

La partecipazione degli adulti alla formazione, indagata da una recente analisi Istat relativa all’anno 2017, risulta ancora molto limitata e legata ai fattori socio-demografici, come età, istruzione, occupazione e professione. Ma soprattutto risulta ancora al di sotto della media europea.

L’indagine permette infatti di confrontare i diversi livelli di partecipazione degli adulti alle attività di “lifelong learning” rilevati nei vari paesi europei. Considerando la popolazione target per l’analisi del fenomeno (adulti di 25-64 anni), la percentuale di coloro che frequentano corsi di istruzione “formale” o partecipano ad attività di formazione “non formale” è, in Italia, del 41,5%. Inferiore quindi di 3,6 punti percentuali rispetto alla media Ue28 di 45,1%. Rispetto al 2006, anno in cui si è svolta la prima indagine, la posizione italiana nel ranking europeo è rimasta la stessa (20a posizione) anche se la quota di popolazione in formazione è aumentata, raggiungendo la stessa percentuale di Spagna ed Estonia.

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