Gli interventi e la programmazione del fondo Formazienda per il 2019

Evento Roma Formazienda

Si è svolto il 13 febbraio a Palazzo Costaguti, presso l’Universitas Mercatorum di Roma, il primo dei tre congressi organizzati da Sistema Impresa propedeutici alla diffusione dell’Accordo interconfederale siglato tra Sistema Impresa e Confsal il 2 maggio 2018 e denominato Criteri e modalità per la condivisione, fra le parti sociali, dei piani formativi.

Il convegno fa parte delle azioni informative e informative propedeutiche alla diffusione dell’Accordo interconfederale del 2 maggio 2018 che recepisce le linee guida sulla gestione delle risorse finanziarie attribuite ai fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua emanate dall’Anpal nella Circolare n.1 del 10 aprile 2018.

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La Privacy e il ruolo dei Consulenti del Lavoro

Privacy

L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha risposto al quesito del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro relativo al ruolo del Consulente del Lavoro nell’ambito della gestione del proprio mandato professionale.

Secondo il Garante, il Consulente del Lavoro è titolare del trattamento dei dati dei propri dipendenti e clienti persone fisiche, mentre quando tratta i dati dei dipendenti dei propri clienti il suo ruolo è da inquadrarsi quale responsabile del trattamento.

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I piani formativi di Formazienda e la condivisione con le parti sociali

Accordo Atena

Dialogo sociale: concertazione dei piani formativi e prospettive del Fondo Formazienda. Questo il titolo del convegno organizzato da Sistema Impresa per dare un’ulteriore occasione di informazione e formazione alle imprese aderenti al Fondo Formazienda, circa le novità che prevede l’Accordo Interconfederale del 2 maggio 2018 – Criteri e modalità per la condivisione, fra le parti sociali, dei piani formativi.

Gli incontri si terranno a Roma il 13 febbraio, a Caserta il 21 febbraio e a Crema il 28 febbraio. Saranno presenti Salvatore Pirrone di Anpal, Berlino Tazza di Sistema Impresa, Angelo Raffaele Margiotta di Confsal, Eleonora di Bari della Commissione Parere Parti Sociali e Rossella Spada di Formazienda.

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L'importanza di una corretta valutazione del rischio chimico

Rischio Chimico

Secondo i dati forniti dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, ben il 38% delle aziende europee segnala la presenza di sostanze chimiche o biologiche potenzialmente pericolose nei propri ambienti di lavoro.

Constatando la necessità di un’adeguata valutazione del rischio chimico nelle aziende, non si può tuttavia non ricordare anche la complessità della misurazione degli agenti chimici specialmente in un tessuto produttivo come quello italiano, costituito in gran parte da piccole e medie aziende. Ed è dunque fondamentale informare le aziende e gli operatori degli strumenti di supporto, delle novità in materia di normativa tecnica e dei possibili scenari futuri.

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Welfare aziendale, uno strumento da conoscere

Accordo Atena

Di welfare aziendale si sente parlare sempre più spesso, anche a seguito delle novità introdotte dalla Legge di Stabilità che lo ha detassato. Ma di cosa si tratta esattamente? Quali sono i servizi offerti ai dipendenti? Quali i benefici per l’impresa? Può tradursi davvero in aumento di produttività per l’azienda e di redditività per i lavoratori, con un miglioramento della qualità della vita?

Il welfare aziendale continua a diffondersi, è un dato di fatto, anche se con importanti distinguo, che dipendono dalla dimensione dell’impresa, che ancora oggi è tra i fattori discriminanti tra chi adotta piani di welfare e chi è lontano dal farlo. La buona notizia, però, è che in generale stanno aumentando le imprese che si preoccupano del benessere delle proprie persone. Sono alcuni dei risultati contenuti nel Quinto Rapporto Welfare - Secondo Rapporto Wellbeing elaborato da OD&M Consulting, la società di consulenza di Gi Group. La ricerca ha evidenziato che a fare welfare sono soprattutto le grandi aziende (77,5%), contro il 55,6% delle medie e l’appena 35% delle piccole. Queste ultime, però, sempre secondo i risultati dello studio, si dicono per il 62,5% in fase di valutazione di implementazione del piano di welfare nel breve periodo. La ricerca ha anche evidenziato le fonti di finanziamento per il welfare: si tratta per il 62,2% dei casi di “investimento ad hoc dell’azienda, per il 47,8% del premio di risultato, mentre il 7,7% utilizza altre fonti di finanziamento. A questo proposito, va notato come tra i rispondenti che hanno un Premio di risultato, oltre la metà scelga di convertirlo, in parte o del tutto, in servizi di welfare. All’interno delle strategie di Total Reward l’approccio al welfare avviene in una logica integrata. Infatti, se prima all’interno total reward oltre ad ambiente di lavoro, talent & performance e compensation si parlava non di welfare, ma di benefit rivolti ai soli dipendenti e basati soprattutto sulla tipologia di ruolo e la categoria di inquadramento, oggi è stato introdotto il welfare rivolto anche ai familiari e indirizzato a soddisfare i bisogni del collaboratore. Se un tempo i benefit riguardavano principalmente assistenza sanitaria e previdenza, ora il paniere di servizi di welfare si è notevolmente ampliato e i dipendenti hanno una vasta diponibilità di scelta. Tra i servizi ci sono quelli che riguardano il work-life balance, pensati per bilanciare vita privata e lavoro.

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L’innovazione parte dagli HR con la formazione

Accordo Atena

È un ruolo fondamentale quello che attende gli HR manager: supportare l’azienda nel cambiamento della cultura aziendale legata all’innovazione. Qualche suggerimento su come prepararsi per affrontare le sfide del futuro viene da un'indagine europea condotta da Idc e Cornerstone.

Per il terzo anno consecutivo Idc, in collaborazione con Cornerstone OnDemand, ha realizzato uno degli studi più completi su professionisti HR, responsabili IT e manager di linea in aziende con oltre 500 dipendenti. Condotta su un campione di oltre 1.900 intervistati in 14 Paesi europei, Italia compresa, l’indagine “Future Culture: costruire una cultura di innovazione nell’era della trasformazione digitale” parte identificando i diversi approcci all’innovazione sulla base di quattro archetipi organizzativi mutuati dai generi musicali che rispecchiano, mostrandone di ciascuno i punti di forza e i tratti caratteristici, per arrivare a far comprendere come, indipendentemente dal profilo di innovazione di un’azienda, sia necessario costruire una nuova cultura aziendale..

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