La formazione come fonte d'ispirazione

Coaching

La formazione manageriale si conferma una risorsa necessaria per mantenere una leadership professionale al passo con i tempi e rappresenta per i manager sempre più un’occasione di ispirazione e di condivisione dell’azione manageriale.

La formazione manageriale serve ancora, e lo confermano le 6,4 giornate investite dai manager nella formazione continua per migliorare le proprie competenze.

“Cresce sempre di più la voglia di formazione manageriale, ormai considerata indispensabile, soprattutto dai vertici aziendali e dei manager, in un contesto lavorativo complesso in rapido cambiamento e con forti processi di innovazione organizzativa e digitale che impone l’aggiornamento continuo delle competenze per adeguarle ai processi e alla nuova vision strategica” questa la considerazione di Marco Vergeat, , presidente Asfor, in merito ai risultati dell’indagine che fotografa il tempo e l’impegno dedicato dai dirigenti delle aziende italiane all’acquisizione di nuove esperienze per affrontare le sfide lavorative del futuro.

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Aumenta il numero di giornate passate in aula

Per i manager lo studio e il percorso di apprendimento non finisce a carriere avviata: nel corso dell’ultimo anno sono ogni manager ha dedicato alla formazione in media 6,4 giornate, il 20% in più rispetto al 2017. Un dato questo che aumenta nel caso di amministratori delegati e direttori generali (6,9 giornate) e manager under 40 (7 giornate), mentre diminuisce leggermente nella fascia di età 49-56 anni con solo 6,1 giornate in aula. Più in generale il tempo destinato al perfezionamento delle proprie capacità ha segnato il +44,46% negli ultimi due anni e si prevede che possa superare il 62% entro il 2022.Dato negativo da segnalare quello relativo al 16% del campione che non ha effettuato neanche una giornata di formazione nel corso dell’anno.

La formazione come motivo di ispirazione

Se Leadership, Change Management, Soft Skills, Strategia, People e Project management e Digital mindset, sono i contenuti sui cui è stata e sarà maggiore la richiesta di aggiornamento, si sottolinea in ogni caso un bisogno formativo continuo per ispirare, stimolare e migliorare le performance a livello tecnico e umano, in una logica di apprendimento individuale che si deve innestare nelle organizzazioni e nei team. Tra i principali valori dell’esperienza formativa troviamo l’ispirazione, lo sviluppo professionale, la necessità di rimanere al passo con i tempi e il supporto al change management.

Bene il coaching e il mentoring

Scambi e confronti con colleghi, clienti o consulenti, risoluzione di problemi complessi, progetti di innovazione, oltre a workshop e corsi interaziendali, sono ritenute dagli intervistati le modalità di approfondimento più significative. Poiché la formazione più tradizionale è considerata almeno in parte insufficiente per far fronte ai cambiamenti e alle sfide competitive, l’opportunità che la formazione manageriale deve saper cogliere è quella di integrarsi e integrare altre forme di apprendimento, come coaching e mentoring, master organizzati dall’azienda presso enti di formazione specifici o business school con una forte dimensione internazionale, corsi interaziendali di breve durata e focus group su temi specifici.

Tra le attività formative più utilizzate troviamo i tradizionali corsi in aula, il digital learning, workshop e laboratori di innovazione, mentre tra le soluzioni considerate effettivamente più efficaci in termini di coinvolgimento, impegno e scambio, troviamo al primo posto il coaching, seguito da corsi interaziendali brevi in aula, workshop e laboratori di innovazione.I fattori che rendono efficace un percorso formativo sono sicuramente le esperienze e le competenze di docenti e facilitatori, il clima positivo che si instaura, la qualità e l’attualità dei contenuto, i messaggi in grado di ispirare e arricchire, lo scambio, la collaborazione e il lavoro di gruppo.

Poco efficace il digital learning

Secondo il 16,7% dei rispondenti, invece, il digital learning non integrato con altri percorsi appare una modalità di apprendimento poco efficace e adeguata alla necessità di acquisire competenze manageriali solide e difficilmente praticabile alla fine di una lunga giornata di ufficio. L’età dei destinatari non è un fattore di differenziazione né sul suo utilizzo, né sul giudizio di efficacia: si rileva, però, che il 52,7% ritiene il digital learning efficace se integrato con un percorso in aula o on the job che permetta una condivisione diretta tra partecipanti e docenti e dia anche la possibilità di ampliare e rafforzare il proprio network personale e professionale.


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