Formazione obbligatoria sulla sicurezza: con i fondi si può!

Recentemente sono state sottoposte alla nostra attenzione alcune questioni riguardanti la formazione finanziata in tema di sicurezza sul luogo di lavoro. I dubbi nascono a partire dal Regolamento UE 651/2014 emanato due anni e mezzo fa. Crediamo quindi sia opportuno fare chiarezza.

Il comma 2 dell’art 31 del Regolamento UE 651/2014 cita: “Non sono concessi aiuti per le formazioni organizzate dalle imprese per conformarsi alla normativa nazionale obbligatoria in materia di formazione”.

Sappiamo che la formazione sulla sicurezza sul lavoro è obbligatoria per legge, così come previsto dal Testo Unico della Sicurezza, ed è quindi legittimo domandarsi se quanto riportato nel suddetto comma non possa essere visto come un divieto all’utilizzo di aiuti statali, ancor quando erogati tramite i fondi interprofessionali, per la formazione in tema di sicurezza.

Il dubbio però è chiarito dal legislatore Italiano, che, nel Regolamento di attuazione del Regolamento (CE) n. 651/2014, all’art 1, comma 2 stabilisce quanto segue:Rimane in ogni caso ferma la possibilità per gli stessi Fondi di erogare aiuti alle imprese per attività di formazione continua in regime di “de minimis” in base al Regolamento (CE) n. 1407/2013 del 18 dicembre 2013, al Regolamento (CE) 1408/2013 e al Regolamento (UE) 1379/2013”.

Per maggiore chiarezza, facciamo un passo indietro.

L’art. 118 della Legge n. 388 del 23 dicembre 2000, così come modificato dall’art. 48 Legge n. 289 del 27 dicembre 2002, ha previsto la costituzione di Fondi paritetici interprofessionali nazionali, autorizzati a concedere aiuti di stato alle imprese aderenti, al fine di promuovere lo sviluppo della formazione professionale continua dei lavoratori.

Sul tema degli aiuti di stato esistono però numerosi vincoli imposti dal trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, il cui obiettivo è garantire la leale concorrenza tra le imprese dei diversi Stati membri

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La Qualità in Azienda passa dalla Formazione

Ogni Azienda che desidera essere valutata positivamente dal punto di vista qualitativo, deve fornire valore, ovvero deve essere in grado di soddisfare le esigenze dei clienti in maniera uguale o superiore rispetto a quanto sono capaci di fare i suoi concorrenti.

La qualità diventa quindi per l’Azienda un obiettivo primario, al raggiungimento del quale sono chiamati tutti i reparti aziendali. È infatti nel pieno interesse dell’imprenditore riuscire a soddisfare i bisogni dei clienti meglio di ogni altro, poiché questo impatta direttamente sul fatturato e sul profitto dell’azienda.

Le cose si complicano, se consideriamo che il livello di qualità richiesto dai clienti deve essere raggiunto in modo non sporadico, ma costante nel tempo, mentre le esigenze degli stessi clienti sono in continua trasformazione.

Oggi, ad esempio, nel valutare un’azienda, i consumatori non si limitano più alla bontà del prodotto, ma ne osservano i comportamenti, con particolare attenzione verso la sostenibilità ambientale e la tutela ed il rispetto dei lavoratori. Si premiano così le aziende “etiche”, quelle che ragionano sì in termini di profitto, ma che desiderano raggiungerlo attraverso il coinvolgimento positivo di tutti gli interlocutori interni ed esterni e attraverso percorsi di formazione continua per tutti i dipendenti ed i collaboratori. 

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Il nuovo Regolamento Europeo in tema di Privacy

Il 26 maggio dello 2016, il Parlamento Europeo, ha emanato un nuovo regolamento relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati. A far data dal maggio 2018, il Regolamento 679/2016 (GDPR) sarà applicato in tutti gli stati membri.

Il tema della protezione dei dati personali è oggetto dell’attenzione del legislatore da circa 20 anni, più o meno da quando Internet ha rivoluzionato il modo di trasmettere le informazioni. In Italia, la prima normativa, comunemente nota come “Legge sulla Privacy” risale al 1996. All’epoca fu una vera rivoluzione: prima di allora nessuna organizzazione pubblica o privata era tenuta a garantire che il “trattamento dei dati personali” seguisse regole ben definite, la cui violazione implicava importanti responsabilità.

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Test Your English

Le vacanze di Natale si avvicinano e per molti è l’occasione di regalarsi un breve soggiorno all’estero. Forse è il caso di rinfrescare un po’ il proprio inglese, che è pur sempre la lingua internazionale per antonomasia.

Se volete mettere alla prova la vostra conoscenza della lingua, provate con questo semplice test!

Il gioco consiste nel completare le seguenti frasi scegliendo tra i verbi sotto indicati, tenendo presente che la prima lettera del verbo corrisponde all’ultima lettera del verbo precedente.

Chi riesce a completare tutte le frasi in meno di 2 minuti, ha una buona padronanza della lingua inglese.

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Venditori si nasce o si diventa?

Vendere non è cosa semplice, soprattutto se si tratta di beni o servizi complessi. Ci vuole senz’altro un certo talento, ma spesso è la tecnica che viene in aiuto e trasforma il venditore improvvisato in venditore professionale.

Una delle prime regole di chi vende è riuscire a comprendere l’esigenza dell’interlocutore e sapere quindi proporre la migliore soluzione.

Come diceva P. Kotler “La gente non vuole un trapano, vuole fare un buco nel muro” o, per essere più esatti, non vuole nemmeno un buco nel muro, vuole appendere un quadro, uno specchio, una mensola. Il bravo venditore non cercherà quindi di propinare al cliente il prodotto più caro sullo scaffale, proverà invece a capire meglio le necessità del suo interlocutore, per guidarlo nel processo decisionale, che non necessariamente dovrà concludersi con il trapano più costoso. Anzi, nel momento in cui un cliente percepisce che gli è stata proposta la soluzione più vantaggiosa - per lui - è propenso ad aprire uno spazio di fiducia, in cui il venditore può inserirsi come consulente anche per gli acquisti futuri; si pongono così le basi per un legame che va oltre la singola transazione e si consolida nel tempo.

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Un nuovo traguardo per Fondo FormAzienda

A inizio novembre Fondo Formazienda ha raggiunto un importante obiettivo: l’ottenimento di tre certificazioni di qualità: ISO 9001, ISO 14001 e OHSAS 18001, che stanno ad indicare garanzia nella gestione di tre sistemi, rispettivamente il qualitativo, l’ambientale e quello riguardante la sicurezza e la salute e dei lavoratori.

Fondo Formazienda è il primo fondo interprofessionale in Italia a poter vantare tutte e tre le attestazioni, si tratta quindi di un notevole risultato, che sta ad indicare la continua ricerca della qualità e la sicurezza a cui le aziende vanno incontro affidandosi a loro.

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