10 candeline per RTS

Coaching

Compleanno importante per l’ente di formazione emiliano. Il bilancio dei primi dieci anni di attività raccontato da Vittorio Basso Ricci, fondatore e direttore della società orientata al servizio per la micro e piccola impresa.

Supportare le imprese, favorendone la crescita e la competitività, sviluppando le competenze aziendali attraverso molteplici strumenti finalizzati a ottimizzare le risorse economiche a disposizione delle imprese.

Questa in estrema sintesi la “mission” di RTS, ente con sede principale a Parma e filiali su tutto il territorio italiano, che dal 2009 promuove la formazione continua, coinvolgendo direttamente migliaia di aziende e seguendole in tutto il processo di formazione e consulenza aziendale, dall’analisi dei fabbisogni aziendali alla rendicontazione finale, realizzando anche piani formativi ad hoc.

Vittorio Basso Ricci, amministratore della società, ci ha spiegato in cosa consiste il lavoro di RTS, il modello con cui opera e i progetti a cui sta lavorando, offrendoci anche una visione chiara e competente sul settore della formazione finanziata.

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Infortuni sul lavoro in calo, ma aumentano i casi mortali

Sicurezza sul lavoro

“I numeri tristi su infortuni e malattie negli ambienti di lavoro continuano a sollecitare il rispetto scrupoloso delle regole e delle norme da parte di lavoratori e datori di lavoro, piani di prevenzione e di controllo, modalità e volontà attuative più efficaci che possano sfruttare appieno l’innovazione delle tecnologie”.

È il commento del presidente dell’Inail, Massimo De Felice ai dati relativi all’andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali nel 2018. Le denunce sono in calo dello 0,3% rispetto al 2017. Circa 409mila i casi accertati (-4,3%). Nel 2018 l’Inail ha registrato poco più di 645mila denunce di infortunio.

Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco più di 409mila (-4,3% rispetto al 2017), di cui circa il 19% occorsi “fuori dell’azienda”, cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”. Delle 1.218 denunce di infortunio mortale, in crescita del 6,1% rispetto al 2017, i casi accertati “sul lavoro” sono invece 704, il 4,5% in più rispetto all’anno precedente, di cui 421, pari a circa il 60% del totale, avvenuti “fuori dell’azienda” (35 casi sono ancora in istruttoria). 

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Leggere il welfare in una nuova ottica

Coaching

Il welfare occupazionale e aziendale, visto non solo come risposta all’arretramento del welfare pubblico, ma come prezioso strumento per accompagnare le grandi trasformazioni in atto nel mondo del lavoro e renderle sostenibili.

Realizzato da Adapt e Ubi Banca, “Welfare for People” è un rapporto sul welfare occupazionale e aziendale in ItaliaL’analisi inquadra la diffusione del fenomeno alla luce della trasformazione economica, tecnologica, demografica, nonché nell’ottica delle relazioni industriali. I risultati della ricerca sono stati presentati da Letizia Moratti, Presidente del Consiglio di Gestione di Ubi Banca, e da Michele Tiraboschi, coordinatore scientifico di Adapt.

Lo studio conferma l’importanza di leggere il welfare occupazionale e aziendale in una nuova ottica, ovvero in termini di nuove relazioni industriali, nuovi modelli produttivi e di impresa, e non solo come parziale risposta all’arretramento del welfare pubblico o come buona prassi di responsabilità sociale delle imprese.

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Imprese in cerca di conoscenze e competenze

Coaching

Un terzo delle imprese italiane manifesta la necessità di aggiornare le competenze delle figure professionali impiegate. Le principali necessità formative si ritrovano nel settore dei servizi e nella manifattura ad alto contenuto tecnologico.

L’aggiornamento delle competenze della forza lavoro è essenziale affinché le imprese si adattino alle trasformazioni socio-economiche, organizzative e tecnologiche in corso, traendone tutti i possibili vantaggi.

Le innovazioni di processo e di prodotto non possono aver luogo senza profili professionali capaci di interagire con le nuove tecnologie e le innovazioni organizzative che ne conseguono. In questo contesto, la capacità delle imprese di valutare lo stato delle competenze di cui dispongono e il loro fabbisogno di aggiornamento, e quindi di formazione, può rivelarsi determinante.

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Cambiamento comportamentale: con il Coaching è possibile

Coaching

Tra gli obiettivi del coaching c’è anche quello del cambiamento comportamentale rivolto al miglioramento delle relazioni. Ma per cambiare ci vuole tempo e soprattutto desiderio di farlo.

Dicono da tempo che il coaching, tra l’altro, induce cambiamenti comportamentali rivolti al miglioramento delle relazioni tra persone che collaborano: capi verso dipendenti, colleghi tra di loro, partecipanti di gruppi diversi, addirittura divergenti. Quindi, il coaching dovrebbe portare le persone alla pace relazionale, al benessere nell’ambiente di lavoro, alla collaborazione proficua e motivante.

Poniamo il caso di una persona che ama vivere veloce, sempre di fretta, sempre con la mente al passo successivo, capace di agire efficacemente su fronti diversi. Uno dei suoi colleghi (o collaboratori) è invece una persona riflessiva, che prima del prossimo passo vuole essere sicura che quello che sta muovendo sia concreto, che agisce sul qui e ora prima di attivarsi verso il dopo. Il primo inventa mille azioni alla volta, magari a discapito della precisione, favorendo la quantità e il movimento, ottenendo in ogni caso molti risultati utili. Il secondo appare lento, ma è inesorabile; invece della quantità privilegia la qualità; si muove prendendo tempo ma alla fine produce risultati visibili. Entrambi efficaci, no?

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L'apprendimento continuo al centro dello sviluppo

Sicurezza sul lavoro

Il "patto sociale per lo sviluppo" non può prescindere, secondo Rossella Spada, direttore generale di Formazienda, dal “Lifelong Learning”. L'attività degli Enti preposti alla formazione va quindi valorizzata e sostenuta.

La formazione come fondamento della crescita di un paese e di prospettiva per i più giovani, e l’ignoranza come uno dei fattori di maggior costo per una persona e per la società intera. Questo in sinesti il pensiero del direttore generale di Formazienda Rossella Spada.

«Il continuare ad apprendere lungo tutto l’arco della vita, concetto noto con il termine lifelong learning, deve stare alla base delle nostre azioni al fine di renderci sempre più capaci di assumere il controllo della nostra esistenza, di realizzare il nostro potenziale ed elevare il livello di aspirazioni», ha detto Rossella Spada. «La condizione di base per il lifelong learning è non lasciare la scuola prima di aver imparato a imparare, prima di aver fatto proprio che “imparare significa imparare a vivere pienamente”, con più libertà e autonomia, con più consapevolezza e responsabilità».

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