Effetti sulla salute e limiti tollerabili delle radiazioni

sicurezza radiazioni

Lo scorso 31 luglio è avvenuto il recepimento di una direttiva dell’Unione Europea, la Direttiva 2013/59/Euratom del 5 dicembre 2013, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti

Un recente aggiornamento sulle procedure aperte con l’Unione Europea mostra che le procedure di infrazioni, che spesso arrivano a comportare pesanti sanzioni per il nostro Paese, sono più di 90. E se la maggior parte di queste riguardano violazioni del diritto dell’Unione, più di venti sono relative a ritardi nel recepimento di direttive comunitarie, spesso anche direttive in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Ci soffermiamo qui sui ritardi del recepimento, avvenuto solo il 31 luglio scorso, di una direttiva dell’Unione Europea, la Direttiva 2013/59/Euratom del 5 dicembre 2013, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti. Una direttiva importante non solo perché sono diversi i lavoratori e gli ambienti di vita che possono essere esposti alle conseguenze delle radiazioni ionizzanti, ma anche perché, rispetto al passato, si è evoluta la conoscenza scientifica degli effetti sulla salute e dei limiti tollerabili per il nostro organismo.

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Apprendisti: meglio se ben formati

Apprendistato

Tutti gli apprendisti indipendentemente dal titolo di studio, sono tenuti a svolgere 40 ore di formazione entro un anno dall’assunzione presso un ente accreditato. RTS srl si pone a disposizione delle imprese e dei Consulenti del Lavoro per fornire supporto per l’attivazione dei percorsi formativi relativi agli apprendisti.

L’Apprendistato professionalizzante consente ai giovani di età compresa tra i 18 ed i 29 anni di stipulare un contratto di apprendistato attraverso cui è possibile svolgere attività lavorativa in accordo con le disposizioni dello specifico contratto collettivo nazionale ed attività formativa all’interno dell’azienda, nonché attraverso specifici corsi organizzati dalle Regioni per l’acquisizione di competenze professionali trasversali tecniche e specialistiche di durata massima di 120 ore (40 ore per ciascun anno).

La durata del contratto dI apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere non può superare i tre anni, ad eccezione di alcune professioni del settore artigiano (ad esempio orafi o falegnami), per cui può essere estesa fino a cinque.

I contratti collettivi definiscono il monte ore e le modalità di erogazione della formazione con l’obiettivo del conseguimento della qualifica in funzione del profilo professionale stabilito nei sistemi di classificazione e inquadramento del personale, nonché la durata del contratto, sempre entro i limiti imposti dalla normativa.

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GDPR: non tutti i dati sono uguali, soprattutto nel lavoro

GDPR

Nei rapporti di lavoro esistono particolari categorie di dati che vanno considerati in modo differente

L'art. 9 del Gdpr disciplina il trattamento di categorie particolari di dati personali. Nello specifico, in tale nozione rientrano quelli personali che rivelino l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, l’appartenenza sindacale, nonché, dati genetici, dati biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica, quelli relativi alla salute, alla vita sessuale o all’orientamento sessuale della persona.

Occorre, preliminarmente, sottolineare che, in linea di principio, il Gdpr vieta il trattamento dei dati appartenenti alle categorie particolari di cui sopra. Ciononostante, presentandosi il concetto di “trattamento” quale piuttosto ampio e tale da ricomprendere ogni tipo di operazione applicata ai dati personali, il Regolamento elenca, all’art. 9 comma 2, i casi specifici in cui il trattamento si ritiene consentito. Tra questi ultimi, rilevano in particolar modo:

• il caso in cui l’interessato abbia prestato il proprio consenso esplicito al trattamento (lettera a);

• il caso in cui il trattamento sia necessario al fine di assolvere gli obblighi ed esercitare i diritti specifici del titolare del trattamento o dell’interessato in materia di diritto del lavoro, sicurezza sociale e protezione sociale, nella misura in cui sia autorizzato dal diritto dell’Ue o degli Stati Membri o da un contratto collettivo ai sensi del diritto degli Stati membri, in presenza di garanzie appropriate per i diritti fondamentali e gli interessi del soggetto interessato (lettera b).

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Intelligenza artificiale e formazione: la nuova frontiera

Intelligenza Artificiale

Il 100% dei manager e il 54% dei dipendenti delle aziende più innovative si considerano “lavoratori aumentati”: grazie all’AI, il 53% può dedicarsi a compiti più significativi e il 30% ad attività più interessanti.

Microsoft ha presentato i risultati della nuova ricerca “Le competenze dei dipendenti e il potenziale dell'IA” che ha coinvolto nei mesi scorsi 12.000 dipendenti e figure dirigenziali in tutto il mondo, oltre 600 in Italia, per scoprire il livello di adozione dell’intelligenza artificiale e individuare i principali insegnamenti appresi dalle aziende che si trovano più avanti nel proprio percorso d’innovazione. Tra le principali evidenze della ricerca, è emerso che le organizzazioni che traggono maggior valore dall’adozione dell’AI sono quelle che non puntano solamente sull’automazione e sull’efficienza operativa ma anche sulla formazione, affinché l’ingegno umano possa elevarsi grazie alla tecnologia.

Oltre a fotografare il livello di adozione dell’intelligenza artificiale nel Paese, l’indagine di Microsoft ha inoltre dimostrato l’importanza di affiancare all’implementazione dell’AI percorsi di formazione dedicati ai dipendenti, sia in ambito tecnologico sia per lo sviluppo delle soft skill.

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LinkedIn: quando per fare business basta un click

Linkedin

Come utilizzare al meglio LinkedIn? Come capire lo strumento e sfruttarlo per fare business? A queste e altre domande rispondono i corsi su “LinkedIn come strumento di business” proposti da RTS e tenuti da Lino Garbellini.

LinkedIn è il principe dei tool utilizzati in ambito lavorativo, la sua finalità è quella di creare una rete, è ottimo per “accorciare le distanze” con i contatti ritenuti strategici nel proprio ambito professionale e averli sempre a portati di click. Gli iscritti al network in Italia sono 14 milioni, con un 52,7% di utenti maschi (dati WeAreSocial), percentuale specchio forse della nostra realtà professionale, nonostante si auspichi da più parti la riduzione del gender gap nel mondo del lavoro.

LinkedIn è uscito da anni dal cerchio ristretto delle risorse umane e dal “serve per cercare lavoro” per diventare uno strumento di networking più che mai accreditato. L’azienda non lo vede più come un pericolo riguardo all’utilizzo da parte dei propri dipendenti (ammesso che lo sia mai stato, chi era intenzionato a cambiare lavoro lo faceva comunque anche senza social network), ma come una modalità grazie a cui i dipendenti possono diventare veri e propri influencer e testimonial dell’azienda, all’interno e all’esterno.

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RTS al fianco delle Pmi per il rilancio dell'elettronica

Formazione saldatura

Per superare l’emergenza le Pmi del settore elettronico puntano sull’innovazione e sulle nuove competenze. Un obiettivo che Formazienda sostiene mettendo a disposizione, attraverso RTS, risorse certe e tempestive.

L’esigenza di ammodernamento nel mondo dell’elettronica viene avvertita con urgenza dalle micro, piccole e medie imprese.  «La fase della ripartenza impone un atteggiamento propedeutico all’innovazione che è già insito in un settore intimamente connesso ai cambiamenti. Le Pmi dell’elettronica vivono in termini molto dinamici il rapporto con una domanda in continua evoluzione e con un mercato strutturalmente integrato con le economie internazionali più competitive.

Grazie alle azioni di finanziamento di Formazienda siamo stati in grado di proporre alle aziende iscritte ad Assodel, la principale associazione che opera nell’ambito dell’elettronica industriale, programmi di formazione finalizzati a migliorare le prestazioni e la professionalizzazione dei dipendenti. Ad esempio, la collaborazione con un attore qualificato come Cepeitalia ci ha consentito di mettere a disposizione delle imprese i corsi finanziati secondo gli standard IPC, in assoluto il riferimento internazionale per i criteri di accettabilità degli assemblati elettronici. Una competenza, e talvolta una necessità, che incontra un successo crescente nel mercato del lavoro ma che le aziende faticano ad intercettare anche per una ragione di costi. Da qui il forte interesse per i percorsi formativi capaci di incardinare le mansioni e le abilità relative alle tecniche della saldatura elettronica nel ciclo produttivo» spiega Vittorio Basso Ricci, a capo del Gruppo RTS.

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