Abbiamo incontrato Rossella Spada, direttore del Fondo Formazienda, per condividere le proposte che le Parti Sociali costituenti il Fondo Formazienda (Sistema Impresa e Confsal) hanno trasmesso al Ministero del Lavoro in merito all’aggiornamento della regolamentazione che interesserà il prossimo futuro dei Fondi Paritetici Interprofessionali.

Le parti sociali hanno inviato al Ministero del Lavoro un Position Paper per una revisione del quadro regolatorio dei Fondi. Qual è il pensiero del Fondo che lei dirige sul percorso avviato?
Abbiamo apprezzato l’iniziativa ministeriale, caratterizzata da apertura al dialogo e collaborazione con le parti sociali, protagoniste da oltre vent’anni nel supporto alle imprese. La revisione organica delle regole dei Fondi è ormai urgente, soprattutto dopo la soppressione di Anpal e il ritorno del Ministero al ruolo di vigilanza. Le norme attuali derivano da disposizioni del 2003 e del 2018, emanate in contesti molto diversi. I temi posti dal Ministero sono apparsi concreti e rilevanti.
Quali sono stati i punti salienti?
Alcuni temi non potevano più attendere: creare un unico documento regolatorio che integri passato e presente, garantendo stabilità, chiarezza e semplificazione; digitalizzare procedure; disciplinare mobilità tra Fondi, controlli, vigilanza e sanzioni. È necessario arrivare presto a una linea condivisa.
Entriamo nel merito del Position Paper di Sistema Impresa e Confsal.
Le riflessioni riprendono quanto già espresso a luglio e sono state arricchite da due mesi di dialogo interno. Poiché il Ministero sembra orientato soprattutto a interventi tecnici, abbiamo integrato il testo con proposte utili alla definizione di un nuovo quadro organico che tenga conto della normativa stratificata negli anni, garantendo maggiore stabilità e semplicità.
Le proposte coinvolgono direttamente l’azione del Fondo. Condivide il Position Paper?
Sì. Preciso che l’indirizzo strategico compete alle parti sociali e il Fondo deve attenervisi. Condivido la richiesta di riformulare l’art. 118 della legge 388/2000: la dicitura “concordati tra le Parti sociali” dovrebbe diventare “tra o con le Parti sociali”, più coerente con la libertà sindacale negativa.
Quali altri elementi ritiene significativi?
L’abolizione del prelievo statale di 120 milioni annui, l’inclusione di figure come i co.co.co, una diversa gestione dell’inoptato e l’ampliamento dei beneficiari, inclusi datori di lavoro e collaboratori sportivi. Tutto ciò incrementerebbe le risorse senza gravare sulle aziende.
Sul tema delle spese di gestione?
L’attuale sistema è problematico. La proposta delle parti sociali, basata su scaglioni progressivi collegati alle risorse realmente gestite, eviterebbe disparità e garantirebbe ai Fondi più piccoli condizioni più eque, chiedendo un contributo proporzionalmente maggiore ai Fondi più grandi.
E sulla possibile limitazione delle finestre di adesione?
Siamo favorevoli all’attuale sistema libero: consente alle imprese di scegliere in ogni momento e garantisce concorrenza corretta tra i Fondi.
Gli ultimi due punti riguardano nuove responsabilità senza risorse aggiuntive.
Concordo: serve completare il sistema di certificazione delle competenze, permettendo ai Fondi di rilasciare certificazioni nazionali, ma ciò richiede risorse dedicate. Infine, è essenziale ripristinare e rivedere l’Osservatorio per la Formazione Continua, strumento fondamentale per valutare l’efficacia delle azioni dei Fondi.

